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Ragazzi domani c’è il convegno, dobbiamo promuovere lo studio chi tra noi lo presenta di fronte al pubblico?” Oppure   “Conferenza e chi fa da oratore?

Almeno una volta nella nostra vita professionale abbiamo dovuto affrontare una situazione di confronto con il pubblico, fosse composto da clienti, collaboratori o colleghi, ma lo abbiamo dovuto fare. Ora la domanda lecita è: ma sarò stato professionale? Sarò riuscito a trasmettere quello che volevo in linea con l’immagine del mio studio? Se temete queste parole, almeno quanto lo è stato per me, se la sola idea di parlare in pubblico vi agita, allora continuate a leggere, questo post fa al caso vostro.

Parlare in pubblico o meglio “Il Public Speaking”, infatti si impara, è un’abilità che richiede un minimo di tecnica e di esercizio, condotti però dalla persona giusta. Ebbene sì il trucco sta proprio in questo, avere a fianco a voi uno specialista che conosce le dinamiche della vostra professione e ne comprende oneri ed onori.

Se ancora non lo sapete le parole in generale, ma nel “Public Speaking” in particolare, influenzano una piccola parte dell’efficacia della nostra comunicazione, il resto dipende dal linguaggio del corpo e dal tono di voce. Perciò è necessario sviluppare e conoscere le altre tecniche per raggiungere un buon risultato in conferenza o durante la presentazione del vostro studio a clienti e collaboratori.

Parliamo quindi di linguaggio non verbale (quello del corpo) e linguaggio paraverbale (il tono della voce, le pause e gli intercalari). Il non verbale conta per il 55%, il para-verbale per il 38% e il verbale solo il 7%. Per questo, come nella professione contano la consapevolezza, i valori e la competenza, nel Public Speaking conta sia il contenuto (cosa si dice), sia il contenitore (come lo si dice). Scegliere le parole giuste non basta per diventare degli ottimi oratori.

Vi svelo 7 trucchi importanti per essere efficaci in pubblico:

  1. Preparazione: essere preparati non solo sul discorso ma anche sulle caratteristiche del pubblico con cui dobbiamo interagire.
  2. Gestione emotiva: tenere a bada le emozioni! Imparare a sorridere se siamo in imbarazzo ed a reagire con ironia di fronte ad una obiezione difficile da gestire. Le persone non amano i robot, non c’è niente di male a mostrare la nostra emozione purchè non condizioni il risultato finale della nostra comunicazione.
  3. Abbigliamento che passione: l’abbigliamento deve essere in linea con quanto vogliamo esprimere o con gli argomenti che vogliamo trattare. In questo l’importanza degli abbinamenti e l’utilizzo dei colori è necessario.
  4. Campo visivo: fissare il pubblico “a zone” e guardare un punto in fondo alla stanza dove parlate.
  5. Parla come mangi: usare parole che il pubblico conosce.
  6. Emozionare il pubblico: bisogna farlo soprattutto nel minuto iniziale del discorso, in cui le persone si fanno una prima impressione su di noi.
  7. Cambiare passo: quando il pubblico non interagisce con voi per stanchezza è necessario cambiare il passo per distrarlo o faro reagire.

Naturalmente questi sono dei passi fondamentali per raggiungere un buon risultato finale, ma comunque sono piccoli passi per fare davvero la differenza occorre Esercizio e Formazione 🙂 !

Buon lavoro a tutti e se vi è piaciuto questo articolo scrivetemi pure: clicca qui

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